NEW SOCIETY

Pubblica Amministrazione: la rivoluzione aspetta.

Anche nell’ambito della digitalizzazione, la Pubblica Amministrazione italiana ancora non copre un ruolo di trend setter a livello globale. Nella valutazione dell’interazione digitale tra cittadini e Pubblica Amministraione, infatti, l’Italia copre un ruolo di follower. I dati su cui riflettere sono molti: nel 2015 solo il 24% degli italiani ha dichiarato di aver avuto interazioni digitali con la Pa nell’ultimo anno, dato che dal 2008 a oggi è migliorato solo del 4%.

Gli altri? Decisamente lontani, se pensiamo a alle performance di Paesi come la Danimarca e l’Estonia che hanno superato l’80% di interazioni digitali, ma anche da Gran Bretagna ha oltre il doppio della nostra penetrazione (49%), per non palare di Germania (53%) e di Francia (63%).

La Commissione Europea, l’Ocse e la Banca Mondiale concordano sul ritardo dell’Italia e, purtroppo, i miglioramenti di anno in anno vanno a passo lento. Il problema forse sta a monte, nel ritardo strutturale della rete italiana, non tanto per l’accesso alla banda larga, quanto più per l’utilizzo dell’e-gov da parte delle imprese. D’altro canto la copertura con le reti a banda larga standard risulta quindi tra le più estese in Europa. Tuttavia, circa 2 milioni di residenti non riescono ancora a raggiungere una velocità di download di 2Mbit/s, velocità non adeguate agli standard internazionali.

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